Il 5 pilastri di Filosoficamente Parlando

Un leader è qualsiasi persona che riesce a far emergere la propria creatività a prescindere dalla mansione che uno ricopre. Infatti nel fare una determinata cosa in qualsiasi settore in cui opera, deve compiere una sfida, tenendo presente che deve confrontarsi con delle situazioni sempre nuove, visto il mondo sempre più globalizzato in cui agiamo. Due pilastri molto importanti con i quali dobbiamo confrontarsi è senza dubbio la motivazione e l’apprendimento.

La motivazione, è data soprattutto dal sentimento di riuscire ad emergere (si può benissimo dire fare un’impresa) e l’altra e quella di riuscire a capire che più si sa e maggiore si sente il bisogno di apprendere in quando le competenze sono sempre in continuo stato di evoluzione. Una delle cose che si possono fare oltre ad una buona lettura a tutti i livelli, e senza dubbio poter filosofare, in modo da accedere ad una palestra mentale, che abbiamo e dobbiamo sfruttare, in quando tutti noi siamo portatori di eccellenze e come tali dobbiamo dare agli altri la nostra conoscenza. È meglio condividere la conoscenza con gli altri e insieme a loro sviluppare idee per creare valore.

L’apprendimento, per noi, consiste nella la capacità di acquisire nuove competenze per riuscire ad utilizzare anche nuovi strumenti mirati alla divulgazione culturale. È chiaro che questa capacità è utile soltanto se vogliamo metterci in gioco, ricordando come il filosofo PLATONE affermava che “più sai e più senti il bisogno di sapere”

Informare & formare.

Le varie tematiche che andrò a strutturare e che mi piacerebbe condividere con voi con lo scopo di diventare elementi di approfondimenti tra noi, sono principalmente queste:

Dal vocabolario della Treccani scopriamo i significati dei nostri pilastri:

coinvòlgere v. tr. [comp. di co1 e involgere] (coniug. come volgere). – Trascinare con sé in una responsabilità o in un danno: caltri (e, nel passivo, esseretrovarsi coinvoltoin uno scandalo. Per estens., associare: c.essere coinvoltoin un’azione di protesta; anche, interessare, rendere partecipe: bisogna c. tuo fratello nell’organizzazione della festa. ◆ Part. pres. coinvolgènte, anche come agg. (v. la voce).

scrutare v. tr. [dal lat. scrutari «frugare, rovistare», der. di scruta -orum «cenci»]. – Guardare, esaminare attentamente, per scoprire o comprendere ciò che non si manifesta o non si capisce a uno sguardo o a un esame affrettato e superficiale: s. il viso di una persona (e s. una persona in viso, o negli occhiper conoscerne i sentimentiindovinarne le intenzionis. l’orizzonte nella speranza di vedere apparire una naves. la natura per comprenderne i segretis. le profondità del cuore umano; genericam., e con uso assol., guardare con grande attenzione: tendevo l’orecchio ad ascoltare, e scrutavo nel buio (C. Levi).

osservare v. tr. [dal lat. observare, comp. di ob– e servare «serbare, custodire, considerare»] (io ossèrvo, ecc.). – 1. a. Guardare, esaminare, considerare con attenzione, anche con l’aiuto di strumenti adatti, al fine di conoscere meglio, di rendersi conto di qualche cosa, di rilevare i particolari, o per formulare giudizî e considerazioni di varia natura: oun quadrooi movimenti di un insettooil funzionamento di un motoreole stelle a occhio nudocol telescopiooal microscopiocol cannocchiale. Talora fa riferimento più all’attenzione della mente che a quella dell’occhio: ogli effetti di una reazione chimicaol’andamento di un fenomenob. Più genericam., posare attentamente lo sguardo su qualche cosa o su persone, sia per semplice curiosità, sia con intenzione critica, per notare difetti, per cogliere altri in fallo e sim.: camminandoosservava a destra e a sinistraola vetrina di un negozioseduto sul marciapiede osservo la strada vuota, le case a schiera, le macchine parcheggiate (Giuseppe Culicchia); è un ragazzo che osserva tutto, al cui sguardo e alla cui attenzione nulla sfugge; ogni sua mossa era osservataprima di entraresi guardò intorno per assicurarsi che nessuno l’osservassesentendosi osservataarrossì leggermentecomportati beneperché tutti ti osservano; con uso assol., ti osservanovi osservano, come avvertimento e invito a controllare il proprio contegno. 2. a. Notare, rilevare: osservi nulla di nuovo nel mio abbigliamento?ho osservato qualcosa di strano nel suo contegnoi due oggetti sono identicicome tu stesso puoi o.; conviene oche ora la situazione è cambiata. Quindi, far o., far notare, proporre all’attenzione altrui: ti faccio oche non c’è un errore in tutta la pagina; talora con tono di risentimento o di rimprovero (e con sign. simile ad avvertire): vi faccio oche non tollero simili insinuazionivorrei farvi oche non è questo il momento di perdersi in chiacchiereb. Rilevare con l’intento di muovere una critica o di fare un’obiezione: hai da oqualche cosa sul mio conto?ho letto attentamente l’articolo e non ho nulla da o.; osservò che si sarebbe dovuto procedere con maggiore prudenza; col senso di obiettare, anche come inciso nel discorso diretto: «Scusi»osservò, «le pare un buon sistema il suo?». c. Con uso intr. (non com.), rivolgere l’attenzione a qualche cosa: il nostro autoreosservando al diverso modo che teneva costui nel soddisfare alle domandedice ch’era un uomo così fatto (Manzoni). 3. Seguire ciò che una legge, una disposizione, una norma prescrive; obbedire, adempiere, rispettare e sim.: ola regolaoscrupolosamente la disciplinaole prescrizioni del medicoole norme della circolazione stradaleola parola datagli impegnile obbligazioni assuntetu non hai osservato i patticercate di oil più rigoroso silenziooi precetti della Chiesaoil digiunol’astinenzail riposo festivo4. ant. Riverire, manifestare il proprio rispetto a una persona, fare atto d’ossequio. ◆ Part. pres. osservante, anche come agg. e sost. (v. la voce).

progettare v. tr. [dal fr. projeter, che è dal lat. tardo proiectare «gettare avanti» (v. proiettare)] (io progètto, ecc.). – 1. Fare il progetto di qualche cosa, cioè idearla e studiare le possibilità e i modi di eseguirla: p. la costruzione di un palazzol’apertura di un canaleil prolungamento d’una ferroviap. un nuovo ospedale2. Con sign. più generico, ideare, avere l’intenzione di fare qualcosa: p. una gitaun viaggiop. la fuga; anche seguito da un verbo: progettava di andarsenesto progettando di rinunciare all’impresa.

consapevolézza s. f. [der. di consapevole]. – L’esser consapevole; cognizione, coscienza: avere cdelle proprie responsabilitàagire con piena c.; la cdel male fatto può essere principio di pentimento.

Per concludere l’oggetto di cui si discute è importante ma fino ad un certo punto, perchè possiamo discutere di cose “elevate” o semplici esperienze quotidiane, ma ciò che fa la differenza è la metodologia con cui esse vengo discusse. Il nostro metodo preferito è la condivisione di pensieri e idee.