L’infermiera che coccola il neonato: «Un gesto spontaneo, sono madre anch’io»

Katia Sandroni e la foto del piccolo Matteo in ospedale positivo al Covid: «Non prendeva sonno, così mi sono sdraiata con lui»

«Ma davvero fa così rumore quella foto?». Katia è sorpresa, perché — dice — «mi sembra normale fare coccole a un bambino solo e in difficoltà». Katia Sandroni, 42 anni, è infermiera da venti. Sono due giorni che il web è invaso dalla fotografia di lei accoccolata sul letto accanto a un bimbetto nella Rianimazione dell’ospedale pediatrico Salesi di Ancona. Il piccolo si chiama Matteo, quando è stata scattata quella foto aveva 7 mesi.

È un’immagine che trasmette un senso di protezione, accudimento. Non è d’accordo?
«Certo. L’ho vista quando il bimbo era già tornato a casa e mi sono emozionata perché è una foto bella da togliere il fiato. Però vorrei dire questo: c’ero io ma in quello scatto poteva esserci qualsiasi collega. Prendersi cura di un paziente piccolo come Matteo per noi tutti significa farlo stare bene, non soltanto con le terapie mediche. A volte servono i giochi, le canzoncine, i cartoni animati, le cantilene…».


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