Il Karma, parola sanscrita che significa letteralmente “legge di azione e conseguenza”, è il principio fondamentale che regola la nostra esistenza, operando come una legge universale di causa ed effetto: niente succede per caso. Tutto ciò che facciamo ora è conseguenza di azioni passate, e il futuro sarà plasmato da ciò che stiamo compiendo nel presente.
Nonostante si possa pensare al destino come a qualcosa di immutabile, un concetto fondamentale è che il Karma è negoziabile. Il nostro destino alla nascita è il risultato di azioni compiute nelle incarnazioni precedenti, ma cambiando atteggiamento e modo di agire di fronte alle situazioni, si può modificare la propria vita e persino alterare gli effetti di un errore primordiale nel passato.
Il Tribunale Celeste: Anubis e i 42 Giudici
La Legge del Karma e Dharma è gestita da una gerarchia spirituale. Il Tribunale del Karma si trova nella 5° dimensione ed è presieduto dal gerarca Anubis, che opera affiancato da 42 Maestri del Karma, noti come Giudici del Karma. Questi Maestri, collegati al segno zodiacale della Bilancia, custodiscono l’archivio della vita di ogni individuo e sovrintendono al Karma individuale, familiare, collettivo, nazionale e persino mondiale.
A livello personale, la Legge è rappresentata dal Kaom interiore, il nostro “poliziotto del karma”. Ogni notte, il Kaom informa il Tribunale su tutte le azioni, buone o cattive, compiute durante la giornata. Ogni evento è registrato nel nostro personale Libro della Vita.
La Bilancia del Karma: Moneta Cosmica e Debiti
La Legge è Amore, ma si esprime attraverso due colonne portanti: la Misericordia e la Giustizia. I Maestri possono intervenire per alleviare la sofferenza, ma questo dipende metaforicamente da quanti “soldi cosmici” abbiamo accumulato in banca.
La moneta cosmica (o spirituale) si accumula attraverso le buone azioni e le opere fatte in favore dell’umanità, come essere gentili o aiutare i bisognosi. Se si possiede un buon “risparmio cosmico”, i Maestri possono utilizzarlo per bilanciare una situazione dolorosa prevista nel cammino di vita.
È cruciale comprendere che si paga il Karma non solo per il male commesso, ma anche per il bene che si poteva fare e si è scelto di non fare. Il dolore, la sofferenza e la malattia, spesso giudicati ingiusti, sono in realtà il modo in cui una persona decide di cancellare il proprio debito karmico.
I Tipi di Karma e le Azioni Più Gravi
Il Karma si manifesta a diversi livelli:
- Karma Familiare e Collettivo: È la somma dei karma individuali. La Legge di attrazione raduna persone con lo stesso karma, per cui incidenti o catastrofi che coinvolgono gruppi di persone (come in un aereo o in un quartiere) sono spesso una manifestazione di Karma collettivo.
- Karma Saja: Legato a violenza e degenerazione sessuale, ovvero tutto ciò che è contro natura.
- Karma Duro (o Kama duro): Riguarda situazioni non negoziabili, come alcune malattie incurabili, che impongono alla persona un cammino spirituale di riflessione e trasformazione.
- Katanzia (Karma Superiore): Deriva dal tradimento del Maestro interiore, come profanare oggetti o luoghi sacri.
A livello individuale, l’azione più terribile è il suicidio, poiché la Legge dovrà far pagare questa azione insensata con dolore nella successiva incarnazione, in modo da comprendere cosa voglia dire morire quando si vorrebbe vivere (il principio del contrappasso).
Negoziare il Debito Karmico
Il Karma è la nostra “prigione” con tutti i debiti da pagare, e la via per uscirne è imparare a negoziarlo. Il Leone della Legge si combatte con la Bilancia.
- La Pratica Corretta: Il Karma si paga solo con il **dolore fisico o con il sacrificio per l’umanità, ovvero rendendosi disponibili ad aiutare gli altri.
- La Runa NOT: In situazioni gravi e negoziabili (come pericolo di vita o problemi giuridici), è possibile utilizzare la pratica della Runa NOT, che consiste in una postura del corpo a forma di bilancia e la vocalizzazione del mantra NI-NE-NO-NU-NA per chiedere aiuto o protezione ai Maestri del Karma.
- Attenzione alle Richieste: È fondamentale non chiedere mai di voler pagare o cancellare il proprio Karma in un colpo solo, poiché la Divinità potrebbe esaudire la richiesta immediatamente e in modo doloroso. La preghiera più saggia e giusta è: “Padre mio sia fatta la tua volontà e non la mia”.
Il Dharma: La Buona Legge della Compassione
Il vero obiettivo è raggiungere il Dharma, la Buona Legge della Compassione. Il Dharma non è un sistema di ricompensa, ma uno stato di liberazione in cui “io non ti devo, tu non mi devi, siamo a pari”.
Il segreto della vita è dare per ricevere, ma questo dono deve essere incondizionato, senza aspettative. Chi è sulla via del Dharma si dedica a servire il prossimo con compassione, accumulando conoscenza e illuminazione. Il Dharma trascende il Karma buono e quello cattivo, ed è il cammino seguito dai grandi Maestri.
LEGGI IL DIALOGO: Legge del Karma e Dharma


Quando un suggerimento fa la differenza
Che sia un pensiero, un link, un video, una lettura… fai la differenza... condividilo su Filosoficamente Parlando
La tua filosofia di vita
può essere uno spunto di riflessione per tanti, condividila.