LA PIÙ ANTICA FORMA DI SCRITTURA AL MONDO RISALE AL 7500 A.C.

La tavoletta di Dispilio (nota anche come scritture di Dispilio o disco di Dispilio) è una tavoletta in legno recante delle incisioni (charagmata), portata alla luce durante gli scavi di George Hourmouziadis a Dispilio in Grecia e datata con il metodo del carbonio-14 a circa 7300 BP (5260 a.C.). Venne scoperta nel 1993 in un insediamento sulla riva del lago neolitico che occupava un’isola artificiale[1] nei pressi dell’attuale villaggio di Dispilio sul lago Kastoria nella prefettura di Kastoria, Grecia.

L’insediamento lacustre stesso venne scavato a partire dal 1992. Il sito sembra essere stato occupato dagli stadi finali del Medio Neolitico (5600-5000 a.C.) fino al Neolitico Superiore (3000 a.C.). Furono trovati diversi oggetti, incluso ceramica, elementi strutturali in legno, semi, ossa, statuette, ornamenti personali, flauti e la tavoletta scritta.

La scoperta della tavoletta venne annunciata a un simposio nel febbraio del 1994 all’Università di Tessalonica. Il paleo-ambiente del sito, la botanica, le tecniche da pesca, gli utensili e le ceramiche vennero pubblicate in modo informale in un’edizione nel giugno del 2000 della Επτάκυκλος, una rivista greca di archeologia e da Hourmouziadis nel 2002.

La tavoletta stessa venne parzialmente danneggiata quando fu esposta all’ambiente esterno ricco di ossigeno dopo essere stata tratta fuori dall’acqua e dal fango dove giaceva da molto tempo, ed è oggi[“oggi” quando?] in fase di conservazione. La pubblicazione accademica completa della tavoletta sembra aspetti che finisca il completo lavoro di conservazione

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