Possiamo misurare la felicità?

Quando in tempi difficili ci si domanda se è possibile comunque essere felici viene immediatamente da chiedersi che cosa è la felicità.

Da che cosa dipende: dipende da noi o da fattori esterni? E, in entrambi i casi, possiamo attivarci per cercare di raggiungerla?

Tralasciando le numerose definizioni che da millenni i filosofi, e più recentemente gli psicologi e i sociologi, cercano di dare, e le immagini create da letterati, poeti e artisti, proviamo ad analizzare i risultati del World Happiness Report che ogni anno misura la felicità secondo le indagini condotte dalle Nazioni Unite in 156 Paesi attraverso la percezione della felicità dei propri cittadini.

Da sempre, sono i Paesi del Nord Europa, a cui negli ultimi anni si è associata la Svizzera, a detenere il primato mondiale. Negli ultimi tre anni, per esempio, al primo posto c’è stata la Finlandia. La Danimarca, invece, è stata in testa alle classifiche per altri tre anni nel 2012, 2013 e 2016.

Mentre in generale, il livello di felicità nel mondo è calato negli ultimi anni, ne sono un esempio gli Stati Uniti, ed è aumentato il livello di “emozioni negative”, tra cui preoccupazione, tristezza e rabbia, specialmente in Asia e Africa, l’Italia risale le classifiche di anno in anno fino a collocarsi, secondo il Report del 2020, al trentesimo posto.


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